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Comune di Sutera

Notizie storiche 2

pizzo san marcoDi fronte al paese, le dentate creste della rocca di San Marco e il massiccio profilo di Donnibbesi con le loro misteriose asperità su un territorio segnato dalla Storia antica

Sutera è stata la salvezza della Sicilia ripete la gente, all'unisono, traducendo dal greco e adattando ad ogni fenomeno storico o naturale, l'etimo della denominazione, Sòteira.
Sutera è stata la salvezza delle popolazioni che abitavano le sponde del fiume salato "Alikos", quando nella località denominata Raffe, i pacifici coloni che coltivavano il lino, furono soggetti alle incursioni dei barbari (o barbaroi) che dal mare, con imbarcazioni leggere, dalla foce di Minoa, penetravano nell'interno del territorio, per razziare. Sutera è stata la salvezza dal cataclisma, ripetono ancora, da quell'implosione di fango, che ha sprofondato, come Atlantide, nelle viscere della terra, la mitica capitale della Sikania.
 

affresco bizantinoTraccia di alcuni affreschi sacri, di età bizantina, che decorano un piccolo oratorio rupestre sopravvissuto sulla rocca di San Marco.

E nell'esplicazione dell'etimo la gente si gongola di orgoglio. Si pavoneggia. Perché i suteresi, nella loro tranquillità, sono orgogliosi, fieri, e, molto spesso, vanitosi.
Hanno anche uno spiccato senso della dignità.
Guai ad offenderli o ad oltraggiarli...
Come ai tempi dei greci, presentano immediatamente l'ostracismo. Neanche la Mafia, ubiquitaria mala pianta siciliana, è riuscita, caso più unico che raro, ad attecchire in questo comune. Mai i suteresi sono stati conniventi ed omertosi. Mai si sono lasciati abbindolare dal "fascino" del crimine.
"Ingens ac subtilissima civitas" era l'attributo identificativo dell'antica città regia. Città ingente e abbondante, pur essendo piccola. "Tempore famis subsidium Sotera" riportava una epigrafe marmorea che fino a metà dell'ottocento stette affissa alla parete della chiesa di Sant'Agata, proprio a ricordare il sostegno solidale che la città aveva dato all'isola nelle calamità e nelle carestie. Il geografo Arabo Al Idrisi nella descrizione dei percorsi della Sicilia, nel libro di Ruggero, attribuiva a Sutera, una enorme importanza, sia dal punto di vista economico che come referente di orientamento. "A tramontana di Gardutah giace Sutir, circondato da ogni banda dalle montagne, popoloso, industrie, frequentato, di passaggio da chi va e viene".

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